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«S-vivere» – Eutanasia in tono minore.

“Farsi il sangue amaro” è un’espressione di uso sempre più comune nei nostri tempi, mesti e difficili. Torturati dalle piccole e dalle grandi ingiustizie quotidiane, cerchiamo scampo dove possiamo. Un poeta lo cerca anche, o soprattutto, nei versi.

Valerio Magrelli, poeta dell’intelligenza e della visione lucida, ha pubblicato nel 2014 una raccolta che si intitola proprio Il sangue amaro. E’ un libro, in massima parte, di poesia civile, di denuncia contro molti dei mali che affliggono il nostro nuovo millennio.

E c’è in esso una sezione fortemente imperniata sul tema della laicità, tanto sconfessata e vilipesa da uno stato ipocrita quale troppo spesso è il nostro. In un’ intervista, Magrelli ha dichiarato che gli càpita un fenomeno particolarmente interessante sul piano dello stile: più il tema della poesia è serio e grave, più la forma si alleggerisce, tende al cantato, al lieve. Quasi un curioso contrappasso, o una consolatoria compensazione. C’è per esempio nel libro una disperante poesia sulla mancanza di lavoro tra i giovani tutta composta da quartine in rima. E c’è una bellissima poesia dal titolo Usanza dell’Isola di Ceo in cui il poeta affronta il difficilissimo e impopolare tema dell’eutanasia con una lievità che non penseremmo associabile all’argomento. Nel secondo verso troviamo un neologismo particolarmente potente: «s-vivere». Ecco che in una parola arriviamo al nocciolo della questione: s-vivere è dismettere la propria vita, volontariamente, quando non ci sono più le condizioni per viverla in modo dignitoso. Potere epifanico della lingua.

Vi affido questi versi, quantomai incisivi nella loro leggerezza, convinto che ci inducano alla riflessione assai più di quanto facciano tante roboanti – e troppo spesso ideologiche – pagine sul tema.

                                             La morte volontaria è la più bella.
                                             La vita dipende dalla volontà altrui, la morte dalla nostra
                                                                                                                           MONTAIGNE

Se Cristo volle scegliere di vivere,
perché non potrei scegliere di s-vivere?
La libertà di amare il suo Natale
si specchierà nel mio giorno Mortale
scelto attraverso Santa Eutanasia,
nostro natale, auto-eucarestia.

Valerio Magrelli, Il sangue amaro (Einaudi, 2014)

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