about

Mi chiamo Simone, classe 1972, laurea in Lettere Moderne con indirizzo italianistico. Scrivo poesie da sempre (la prima che ricordi e di cui è rimasta traccia è datata 1979), ma diciamo che è dagli anni dell’università che lo faccio in modo consapevole. Ho pubblicato fin qui tre libri di poesia: Questo transito d’anni (2004), Da un mare incontenibile interno (2011) e L’imprevisto mondo (2015).

Sono un lettore appassionato di poesia, che per me è una risorsa essenziale. E credo che, paradossalmente ma non troppo, l’ essenzialità risieda proprio nella sua preziosa inutilità, nel suo non servire, in un’ostinata disobbedienza alle leggi del mercato.  Ma l’ho spiegato meglio di così; se vi va, leggete queste interviste: [1] [2]

Da qualche anno la parola “imprevisto” mi risuona nella mente, come una parola ricca di potenzialità. E così, oltre a finire nel titolo del mio terzo libro – a indicare che il mondo che abitiamo tutti i giorni può essere, anzi è, tutti i giorni inedito, se sappiamo guardarlo – è entrata anche nel titolo di questo blog. I versi imprevisti sono quei versi che all’improvviso ti spalancano orizzonti di senso. Perché la poesia è conoscenza, e lo è attraverso cortocircuiti che aggirano la razionalità; per questo è così misteriosamente importante.

Voglio che questo blog sia un luogo in cui sono i versi a parlare, a rivelarci qualcosa di noi che non sapevamo, o che non sapevamo di sapere. La poesia è molto di più di quello che comunemente si crede; basta abbassare un po’ la resistenza che si ha (la poesia contemporanea è oscura; la poesia classica è seria; la poesia è il 5 maggio che dovevo imparare a memoria) per scoprire che i versi che leggiamo raccontano la nostra vita, le nostre domande, le nostre esperienze. Che possono rispecchiarci, riconoscerci, orientarci.

Voglio partire da qui. E chissà dove questo blog ci porterà. Il grande Jorge Luis Borges ha detto: «Tutto accade per la prima volta, ma in un modo eterno. / Chi legge le mie parole sta inventandole.»

Benvenuti.