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Lune pietose nei millenni.

D’estate si guarda più spesso la luna, magari in cerca di ispirazione e di conforto. Ho sempre pensato alla luna come a un’amica, una confidente, insomma una complice. La sua luce non invadente e frontale ma obliqua e discreta consente il tempo della sospensione e sembra incline ad accogliere e ad ascoltare. Moltissima poesia, dalla più antica alla contemporanea, ce la consegna così. E se si parla di luna in poesia sembra impensabile non citare Leopardi. Ma stasera ho in mente due lune, lontanissime tra loro nel tempo, accomunate da un sentimento di pietà. continua a leggere…

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«S-vivere» – Eutanasia in tono minore.

“Farsi il sangue amaro” è un’espressione di uso sempre più comune nei nostri tempi, mesti e difficili. Torturati dalle piccole e dalle grandi ingiustizie quotidiane, cerchiamo scampo dove possiamo. Un poeta lo cerca anche, o soprattutto, nei versi.

Valerio Magrelli, poeta dell’intelligenza e della visione lucida, ha pubblicato nel 2014 una raccolta che si intitola proprio Il sangue amaro. E’ un libro, in massima parte, di poesia civile, di denuncia contro molti dei mali che affliggono il nostro nuovo millennio. continua a leggere…

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«una pace muta» – fiorire insieme

Raramente come in questi ultimi tempi abbiamo bisogno di credere nella pace. E quando la pace pare contraddetta, scongiurata in ogni dove dal trionfo di forze irrazionali, negata nel momento stesso in cui da più parti la si invoca – e non di rado per giustificare una guerra – allora dobbiamo cercarla dove non penseremmo, dove la diamo per scontata. O dove si manifesta senza dichiararsi, bensì sotto la forma di un piccolo miracolo. Il fenomeno della fioritura simultanea dei bambù, per esempio; è continua a leggere…

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«Io voglio che stravedi»

E se mi guardi davvero e poi mi vedi?
Io voglio che stravedi non che vedi!

Così scrive Patrizia Cavalli in Datura (Einaudi, 2013), sintetizzando in modo folgorante, ben più che un bisogno di essere stra-visti, il terrore di essere visti, che ci prende spesso all’inizio di una relazione, quando lo sguardo dell’altro può essere una graticola ardente da cui siamo mortalmente attratti e a cui siamo tuttavia tentati di non esporci troppo. “Stravedimi” significa  continua a leggere…

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Benvenuti

Da qualche anno la parola “imprevisto” mi risuona nella mente, come una parola ricca di potenzialità. Così, oltre a finire nel titolo del mio terzo libro – a indicare che il mondo che abitiamo tutti i giorni può essere, anzi è, tutti i giorni inedito, se sappiamo guardarlo – è entrata anche nel titolo di questo blog. I versi imprevisti sono quei versi che all’improvviso ti spalancano orizzonti di senso. Perché la poesia è conoscenza, e lo è attraverso cortocircuiti che aggirano la razionalità; per questo è così misteriosamente importante.
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