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L’ispirazione e la costanza, «il fuoco oltre la fiamma»

Dopo quasi un anno di silenzio, eccomi di nuovo qui. Tornare a scrivere dopo così tanto tempo richiede, forse, una riflessione sulle ragioni di questa lunga assenza.

Imprevistoverso per sua natura vive di illuminazioni; l’imprevisto non lo prevediamo ed è quindi difficile pianificare una continuità. Ma se questo è vero, è altrettanto vero che l’attenzione all’imprevisto richiede anche una volontà, la disponibilità a lasciare che quel guizzo inatteso, quella folgorazione che ci induce a riflettere su qualcosa, ci metta poi in movimento verso gli altri, ci muova alla condivisione, che è – in questo luogo specifico – scrittura.

Anni fa una mia assai saggia insegnante di yoga, nello spiegare a cosa servisse lo yoga, paragonò il nostro corpo a Continue Reading

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«Io voglio che stravedi»

E se mi guardi davvero e poi mi vedi?
Io voglio che stravedi non che vedi!

Così scrive Patrizia Cavalli in Datura (Einaudi, 2013), sintetizzando in modo folgorante, ben più che un bisogno di essere stra-visti, il terrore di essere visti, che ci prende spesso all’inizio di una relazione, quando lo sguardo dell’altro può essere una graticola ardente da cui siamo mortalmente attratti e a cui siamo tuttavia tentati di non esporci troppo. “Stravedimi” significa  continua a leggere…

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Benvenuti

Da qualche anno la parola “imprevisto” mi risuona nella mente, come una parola ricca di potenzialità. Così, oltre a finire nel titolo del mio terzo libro – a indicare che il mondo che abitiamo tutti i giorni può essere, anzi è, tutti i giorni inedito, se sappiamo guardarlo – è entrata anche nel titolo di questo blog. I versi imprevisti sono quei versi che all’improvviso ti spalancano orizzonti di senso. Perché la poesia è conoscenza, e lo è attraverso cortocircuiti che aggirano la razionalità; per questo è così misteriosamente importante.
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